giovedì 27 marzo 2008

IN FINE...



PROBLEMI…
OVVERO LE CONSIDERAZIONI PER MIGLIRARE IL “COLOR CATCHER”


- data la scarsa o non corretta illuminazione è bene fornirsi di pratiche e piccole lampade da prendere per illuminare al meglio a porzione da analizzare
- la posizione e l’altezza hanno condizionato la scelta dei colori; infatti il cavalletto non poteva alzarsi più di 1,35 m e, considerando che il Cromofono è alto 15 cm il punto di vista massimo si è rivelato di 1,5 m. In una futura sperimentazione è consigliato prendere un cavalletto con un’estensione maggiore ed una scaletta per poter osservare.
- il Cromofono deve essere collocato a non più di 4, massimo 6 cm di distanza dal colore che si è scelto di esaminare
- dovendo posizionare il Cromofono ad una distanza minima dal dipinto abbiamo notato la necessità di una tacca/fascia colorata frontale e laterale che indichi la posizione del foro da puntare
- il tubo tagliato finale di 40 cm si è rivelato troppo corto e in parte ha compromesso l’analisi delle tinte in quanto non restituisce con totale nitidezza un punto di colore puro come avveniva prima con a misura di 80 cm. Probabilmente ciò è dovuto ad un problema di rifrazione interna, infatti la lunghezza del tubo influisce sulla scomposizione e ricomposizione delle particelle luminose.
- non sempre l’illuminazione era ottimale e a volte ha influito notevolmente sulla sperimentazione per una data porzione, non dandoci la possibilità di fornire alcuni dati
- in alcuni casi quando il faretto era puntato direttamente sull’opera e frontalmente creava un’ombra del Cromofono che interagiva negativamente con l’osservazione





OSSERAZIONI...


- le prove sono state effettuate su vari artisti partendo dall’unico presupposto di analizzare il
colore verde
- la tinta sulla catalogazione di Munsell è stata campionata dopo che tutte e tre le partecipanti
al progetto hanno osservato e indicato la carta che ritenevano corretta per la catalogazione
- il colore “verde” utilizzato dalla maggior parte degli artisti, che esso risulti brillante o cupo è stato catalogato nella scheda 5G/5Y di Munsell, con la prevalenza della tinta 5G 4/2
- nei quadri di Mirò campionati la tinta del verde preso in considerazione è sempre la stessa
- l’illuminazione incide notevolmente sulla catalogazione, specialmente quella artificiale può falsare il risultato. Una luce ottimale è quella naturale, o una artificiale, ma diffusa e omogenea.
- nelle opere dove era presente il vetro la tinta tendeva ad uniformarsi
- i colori più saturi appaiono maggiormente simili sia ad occhio nudo che con il riflettore cromatico
- il tubo deve essere esattamente perpendicolare al colore che si vuole analizzare
- ad occhio nudo i diversi colori verdi analizzati apparivano sempre più chiari rispetto alla catalogazione successiva tramite l’osservazione con il Cromofono
- in molte osservazioni la campionatura della porzione di colore scelta si è rivelata doppia a causa della pennellata dell’artista o dal cambio ravvicinato di tinta


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